Ancora sulla “vicenda Espresso”…

Pubblicato: 27/02/2013 in MPS

Sebbene riteniamo che altri debbano essere gli argomenti di dibattito circa le questioni cittadine, tuttavia, per la determinata convinzione alla trasparenza dei propri atti (a cui invitiamo tutti, però, ad attenersi con scrupolo…anche a chi vuol fare il moralizzatore ‘anonimo’) si pubblica quanto apparso su “L’Espresso” in merito alla rettifica dell’articolo intitolato “Un Monte di favori”. In essa è riportata sia la nota del legale della società chiamata in causa, sia – si badi bene – SOLO UNO STRALCIO della replica di Romolo Semplici (che riportiamo per intero qui).

Null’altro ci sarebbe da aggiungere. Del resto quanto fatto dalla nostra Associazione è ampiamente documentato e molto spesso ampiamente dibattuto sia all’interno di Pietraserena che all’esterno, non essendoci mai sottratti al confronto, in nessun ambito, e sempre a viso aperto, consci di non essere INFALLIBILI, ma sicuri di agire sempre per il meglio, con specchiata coscienza civica, nell’interesse esclusivo della comunità in cui viviamo, senza privilegiare interessi di gruppo e/o di potere.

Pietraserena si è battuta sempre per mettere in atto provvedimenti utili alla causa pubblica, senza speculare sulle difficoltà della città per meri interessi politici, non rinunciando tuttavia a compiere fino in fondo il ruolo di opposizione votando contro il bilancio e co-determinando la caduta della Giunta Ceccuzzi.

E di certo abbiamo privilegiato il ruolo di un’opposizione attenta e vigile, ma non ottusa, riuscendo a colloquiare con la maggioranza nella NORMALE CIVILE DIALETTICA ISTITUZIONALE, nel pieno rispetto dei ruoli, senza per questo MAI FARE IL FAMOSO SALTO DELLA QUAGLIA.

La serietà dell’azione politica si esprime anche nella capacità di saper far valere le proprie posizioni, pur rimanendo all’opposizione, ma determinando anche scelte condivise con la maggioranza, come accaduto nella mozione del 3 Aprile, in cui è ben chiaro come Pietraserena, privilegiando l’interesse dei cittadini a strumentali manovre politiche di parte, abbia costretto la maggioranza ad inserire e approvare argomenti seri e importanti a tutela della Banca e della Fondazione.

Questo ci appare l’atteggiamento più serio da tenere per chi ha senso di  responsabilità e amore per il terriotrio in cui vive.

Il dibattito, la discussione non ci spaventano. Sappiamo difendere con i fatti le nostre scelte, nè ci intimoriscono i tentativi di delegittimazione.

Noi vogliamo misurarci sulle proposte utili per la nostra Città con chiunque si mostri credibile e affidabile per la loro realizzazione, lontano dalle vecchie logiche.

Del resto ci mostriamo fin da subito disponibili, come sempre, con chiunque ad un confronto sereno e approfondito, senza argomenti tabù.

“Espresso” compreso.

Ci piacerebbe, tuttavia, che anche TUTTI GLI ALTRI facessero la stessa cosa.

rettifica espresso 001

 

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commenti
  1. fausto ha detto:

    Devo ammettere che ero incuriosito da questa vicenda, anche perchè mi sembrava piuttosto strano il contenuto dell’articolo dell’Espresso, che preferiva parlare di cose comunque marginali in un momento di tale drammaticità per la Banca.
    Le spiegazioni sembrano dare ragione ai miei dubbi; la stampa italiana appare malata e complice dei poteri forti. Che figura di cacca per L’Espresso e i suoi giornalisti (???).
    Quello che più mi ha fatto incazzare è la stupida chiosa, ancora una volta falsa e strumentale: Sono andato quindi a vedere su questo sito il documento del 2.1.2012 richiamato dalla chiosa, dove appare chiara la furbata dell’Espresso, che extrapola una frase che sembra tornarle comoda, e omette tutto il resto del documento che era una chiara accusa a ceccuzzi e al Sistema Siena.
    Per quanto riguarda la mozione del 3 aprile avete spiegato bene il concetto, e lo stesso è ribadito in un documento di Pieteaserena del febbraio scorso, che illustra egregiamente i vostri principi.
    Va bene che L’Espresso, come gli altri media, sa di aver sempre l’ultima parola, ma uno straccio di autocritica e di scuse, una volta messi al muro dall’evidenza dei fatti,non sarebbe più onorevole?
    Che schifo mi fanno, via tutti i finanziamenti pubblici alla stampa non libera e oggettiva.,

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